LA PIETRA
DEL
PARAGONE
MELODRAMMA GIOCOSO
DA RAPPRESENTARSI
NELL' 1. R. TEATRO ALLA, SCALA
I-A PRIMAVERA DEL 1829
MILANO
PER ANTONIO FONTANA
M.DCCC.XXIX
ARGOMENTO
icco non meno ^ che generoso e di gentili co-
stumi fornito era il Conte Asdrubale: e molti ospiti
di sesso y di carattere , e di condizione diversi ren^
deano brillante la sua s^illeggiatura.
Il desiderio dì procacciarsi un erede per mezzo
del matrimonio combatteva in lui con la supposta
difficoltà di trovare una buona moglie.
Aspiravano sovra tutte P altre alla destra di lui
tre vedove ^ cioè la Marchesa Clarice, la Baronessa
Aspasia, e Donna Fulvia. inclinazione del Conte
era veramente per la Marchesa : ma prima di sce-
gliere voleva egli ad evidenza conoscere quale di
queste fre per disinteresse e per sincerità di cuore
ne fosse piii meritevole.
Alla fine per via di varj sperimenti^ de^ quali non
era consapevole che il solo Fabrizio , ^ suo fedele
maggioì^domo ^ pervenne allo scopo desiderato.
Per ornamento deW azione principale si sono in
essa introdotti tre personaggi episodici: il Cavalier
Giocondo 5 leale amico del Conte ^ e poeta supe-
riore alla maligna ed insulsa dicacità de^ Momi ;
Macrobio , dispregievole scrittorello di giornaletti d^
r iìifima classe / e Pacuvio , poeta spropositato.
NB. — Lo scopo della brevità , necessaria nella corrente
stagione, ha fatto si, che, oltre a parecchj recitativi e pezzi
di musica esclusi dalla stampa, molti versi sono stati an-
che virgolati , per indicare che si ometteranno nella rap-
presentazione.
PERSONAGGI
La MARCHESA CLARICE , vedova brillante, accorta e
ili buon cuore, che aspira alla destra del Conte Asdrubale
Signora ADELAIDE COMELLI-RUBINL
La BARONESSA ASPASIA [
I rivali della malesi tua non
Signora ADELAIDE VALENTINI. ] '^'^
< per amore , ma per solo
DONNA FULVIA . . . f„t,,,,^.
Signoi-a TERESA RUGGERI. \
Il CONTE ASDRUBALE, rkco signore, alieno dair am-
mogliarsi non per assoluta avversione al matrimonio, ma per
supposta difficoltà di trovare una buona moglie
Signor ANTONIO TAMBURINI.
Il CAVALIER GIOCONDO, Poeta amico del Conte, e
modesto amante non corrisposto della Marchesa Clarice
Signor GIO. BATTISTA RUBINI.
MACROBIO5 Giornalista imperito, pre»untiK)eo e venale
Signor GIUSEPPE FREZZOLINI.
PACU VIO 5 Poeta ignorante
Signor DOMENICO SPIAGGI.
FABRIZIO 5 Maestro di casa, e confidente del Conte
Signor LUIGI ASTI.
Cori di Ospiti, Cacciatori del Conte, e SoWali.
Varie Comparse in diverso carattere.
L** azione si fìnge in un popolato e ricco Borgo , poco Jpn-
lano da una delle principali Città 5 nelle vicinanze del Égri^
medesimo , e particolarmente in un** amena villeggiatura.- del
Conte Asdrubale ivi situata.
MUSICA DEL MAESTRO SIG. GIOACHINO ROSSINI
Le Scene sono nuove
eseguite da} sig. Alessandro Sanquimco
BALLERINI
Int^eniore e Compositore de' Balli
Sig. Galzep.am Giovanni
Primi Ballerini serj
Signor Samcngo Paolo - Signora Samengo-Brugnoli Amalia
Signore Conti Maria - Besozzi Angiola
Primi Ballerini per le parti
Signori Bamarini Antonio - Trigambi Pietro - Goldoni Giovaiìni
Signore Stefanini Elisabetta - Bencini Giuditta
Pi "imo Ballerino per le parli giocose
Signor A leva Anionio
Pi imi B allei ini
Signori Marchesi Carlo - Bondoni Pietro
Primi Ballerini di mezzo carattere
Sip^nori Baranzoni Giovanni - Masini Luigi - Luzina Giovanni
Signore Novellau Luigia - Gabba Anna - Terzani Catterina
Jllri Ballerini per le parti
Signori Bianciardi Carlo - Silei Antonio - Trabattoni Giacomo
Altri Ballerini
Signori Borresi Fioravanti - Cipriani Pietro - Ponzoni Giuseppe
Capretti Ant. - Villa Frane. - Caldi Fedele - Fontana Giuseppe
Bencini Francesco - Croce Gaetano - Sevesi Gaetano
Signore
Viscardi Gio. * Brasclii Eug. - Ardejnagni Luigia - Scanagatti Carolina
Imperiale Piegia Accademia di Ballo
Maestri di Perjezionamento
Signor GuiLLET Claudio - Signora Guillet Anna Giuseppina
Maestro di Ballo - sig. Villeneuve Carlo
Maestro di mimica ed aggiunto - signora Monti cini Teresa
Allietai EMERITI delV Imperiale Regia Accademia
Signore Vaghi Angiola, Nolii Giuseppa, Vignola Margherita,
Caz^zaniga Rachele , Romani Giuseppa , Braghiera Rosalba
Pizzi Amalia , Turpini Virginia
Signori Grillo Gio. Battista , Casati Tommaso , Della Croce Carlo
Altri Allievi deW Imperiale Regia Accademia
Sig«iore Carcano Gaetana , Trabattoni Anna, Bonalumi Carolina
Braschi Amalia, Opizzi Rosa, Filippini Carolina, Pozzi Angiola
Aureggio Luigia, Molina Rosalia, Cafulio Giuseppa , Oggioni Fel.
Effepi Carolina, Sassi Luigia, Crippa Carolina, Monti Elisabetta
Gflp Adelaide , Padditi Carlotta , Superti Adelaide, Serie Fraixc.
^ ' Conti Carolina , Merli Teresa , Anselman Carolina ,
Garrera Vincenza, Bellini Teresa
^Signori Vago Carlo , Quatiri Aurelio , Viganoni Solone
I Colombo Benigno , Gramigna Giovanni
0 Ballerini di concerto
JN.® dodici Coppie
Maestro al Cembalo
Slg. Lavigna Vincenzo.
Primo Violino , Capo d*» Orchestra
Sig. Rolla Alessandro.
Altro primo Violino in sostituzione al sig. Rolla
Sig. Cavinati Giovanni.
Primo Violino de'' Secondi
Sig. Giacomo Buccinelli.
Primo Violino per i Balli
Sig. PONTELIBERO FeRDINANBO.
Altro primo Violino in sostituzione al Sig. Pontelibero
Sig. De Bayllou Francesco.
Primo Violoncello al Cembalo
Sig. Merighi Vincenzo.
Altro primo Violoncello in sostituzione al sig. Merighi
Sig. Giacomo Gallinotti. <
Primo Contrabbasso al Cembalo
Sig. Andreoli Giuseppe.
^Altro primo Contrabbasso in sostituzione al sig. AndreoU
Sig. HuRT Francesco.
Prima Viola
Sig. Maino Carlo.
Primi Clarinetti a perfetta vicenda
Sig. Tassistro Pietro — Sig. Corrado Felicé.
Primi Oboe a perfetta vicenda ^
Sig. IvoN Carlo — Sig. Beccali Giuseppe.
Primo Fagotto Primo Flauto
Sig. Lavaria Gaudenzio — Sig. Raboni Giuseppe.
Primo Corno da Caccia Prima Tromba
Sig. Belloli Agostino — Sig. Thomas Giuseppi.
Professore d** Arpa ^
Sig. Reichlin Giuseppe.
Maestro Direttore dei Cori
Signor Bruschetti Antonio
Editore della Musica
Signor Ricordi Giovanni
Macchinista
Signor Pavesi Gervaso
Attrezzisti
Signori FornAri Giuseppe e Figini Carlo
Birettrice della Sartoria
Signora Cervi Rosa
Capi Sarti
Da uomo Sig. Rossetti Antonio
Da donna Signori Majoli Antonio e Orsini Giuseppe
Berrettonaro
Signor Parravicini Giosuè
Parrucchiere
■^>- Signor BoNAciNA Innocente
Capi Illuminatori
Sig. Alba Tommaso — Sig. Abbiati Antonio
ATTO PRIMO
SCENA PRIMzi
Giardino , co» veduta del Palazzo del Conte.
Coro d'Ospiti del Conte Asdrubale, indi Pacxjvio^ poi Fa-
brizio da una parte , la Baronessa Aspasia dall' altra ^
finalmente Donna Fulvia.
Coro Non v' è del Conte Asdrubale
Più saggio Cavaliere :
Ha sensi e cor magnanimo ^
E dolce di maniere :
E in casa sua risplendono
Ricchezza e nobiltà.
Le femmine rispetta ,
Qui con piacer le accoglie ^
Ma par che poca fretta
Si dia di prend'^r moglie:
Sta forse nello scegliere
La sua difficoltà.
Pac. Attenti : ascoltate , ( con alcuni fogli di carta ̣i mano
Che rime son queste. e in atto di leggere)
Coro Di grazia lasciate. (voltandogli le spalle)
Pac, Io fingo, che Alceste (inseguendoli)
Facendo alP amore
ColP ombra di Arbace
Ragioni così.
Coro Lasciateci in pace. (come sopra)
( Più gran seccatore
Giammai non s' udì. )
1*
IO ATTO
Pac. Ombretta sdegnosa (come sopra)
. Del Missipipì.
Coro Bellissima cosa ! ( ironicamente )
Ma basta fin qui. (con impazienza)
Pac, Le orecchie, o Fabrizio, (veggendo a compa-
rir Fab. abbandona gli altri , e va ad incontrarlo con
Ti vo' imbalsamare. trasporto)
Fab. Per certo servizio
Lasciatemi andare. (mostrando molta fretta
per liberarsene)
Bar, Fabrizio ... (da un** altra parte chiamando)
Pac, Signora , (rivolgendosi verso di lei)
Qui badi per ora :
E Alceste, che parla... (in atto di leggero)
Bar. . Non voglio ascoltarla.
Pac, Quest' aria allusiva
Eroico-bernesca , (ora verso gli uni, ora verso
Cantar sulla piva gli altri)
Dovrà una fantesca ,
Per far dalle risa
Gli astanti crepar.
Bar. ^ Fab. e Coro
E bella , e decisa ,
Non voglio ascoltar.
Pac. i Ombretta ... ( leggendo )
Fui. \ Pacuvio . . ( contemporaneamente chiamandolo)
Coro Di grazia... (volendosi dispensare)
Pac. l Ombretta ... ( c. s. verso la Bar. senza avve-
I dersi di Fui. che lo chiama)
FliL { Pacuvio . . .
Bar. Son sazia . .
Pac. ( Ombretta ... ( come sopra verso Fab. )
Fui. \ Pacuvio ...
Fab. Non posso. (con impazienza)
Bar. Ha il diavolo addosso.
PRIMO 1 1
Fui / Ma 5 caro Pacuvio j
Badatemi un po'.
Pac, \ Ho in petto un Vesuvio ,
Frenarmi non so.
Bar, ^ Fab, e Coro
Da questo diluvio
Si salvi olii può.
Pac, Ombretta ... (a Fa]j.)
Fab. P(3r pietà ... ( ritirandosi )
Pac. (alla Bar.) Sdegnosa. . .
Bar. Io parto ,
Se non tacete.
Pac. Oh Donna Fulvia ! Appunto
( avvedendosi solamente in questo punto di Donna
Fulvia )
Qui giungete a proposito : è uno squarcio
Degno d' illustri orecchie.
Fui. Io volentieri
L' ascolterò.
Pac. Queste son donne ! ( alla Bar. con
enfasi , accennando D. Fulvia )
Bar. (con sarcasmo) E verO.
Si chiama Donna Fulvia.
Fui. E molto meno
Che Baronessa. (cgualmcDic)
Pac. In somma ,
Chi non ama il musaico ^ o parta, o taccia.
Fab. Mi consolo con lei. (a Fui. partendo)
Bar. (egualmente) Buon prò vi faccia.
SCENA II
Pacuvio e Donna Fulvia.
Pac. Che ignoranza majuscola !
P^^* Io suppongo
Che sia malignità.
12 ATTO
Pac. Peggio per loro [
Odi 5 mio bel tesoro . . . (neiratto di tornare a
spiegare il foglio)
FuL Non dir così : sai , che alla destra aspiro
Del Conte,
Pac. Già : ma non per genio.
FuL E liceo.
Pac. Pur troppo ! ed io . . . (sospirando)
FuL Ci vuol pazienza. Avrai
A buon conto stipendio , alloggio e tavola
Quando sposa io sarò.
Pac. Fa sempre onore
Alle famiglie un lettei^ato in casa.
FuL Io ne son persuasa.
Pac. Ascolta dunque. ( tornando a spiegare il foglio)
FuL >y Osserva :
^? Giocondo con Macrobio.
Pac. " Ah ! quel Giocondo
J5 Non lo posso soffrir.
FuL 5? Dunque bisogna
w Evitarlo.
Pac. }y Sibbene: andiam di sopra:
Si Anzi per far più presto
Entriamo in quella camera terrena ,
Dove ti recitai la prima scena. (partono)
SCENA III
Macbobio e il Cavalier Giocondo , che si avanzano
altercando insieme.
3Iac. Mille Vati al suolo io stendo
Con un colpo di Giornale :
S' ella in zucca ha un po^ di sale.
Non ricusi il mio favor.
PRIMO
li
Gioc. Vii timore ai versi miei
Mai non fece alcun Giornale:
Ma una bestia , come lei ,
Se mi loda , io ne ho rossor.
Mac. Stamperò j signor Giocondo.
Gioc. ordinario io non rispondo.
Mac. Senza entrar nella materia
Potrei metterla in ridicolo.
Gioc. Forse allora in aria seria
Rintuzzar potrei V articolo.
Mac. Rintuzzar ? . . . cioè rispondere ?
Gioc. Senza dubbio ^ et loto pondere.
Mac. Vale a dir ?
Gioc. Con tutto il peso.
Mac. Somma grazia mi farà.
Gioc. Ma in qual modo ella non sa.
Mac. Che mei dica.
Gioc. Venga qua.
Per sua regola j io conosco
Una semplice tisana ^
Che può dirsi il tocca e sana (facendo atto
D'ogni sesso e d' ogni età. minaccevole)
Mac. Io credea tutt' altra cosa
Da trattarsi in versi 5 o in prosa,
Nè la vera in lei conosco
Letteraria nobiltà.
Gioc. Io vo' far quel che mi piace. (^enza scald.)
Mac. Patti chiari: o guerra o pace, (con fuoco)
Gioc. Più bel pazzo non si dà. (deridendolo)
Mac. Guerra vuole , e guerra avrà, (come sopra)
Gioc. Voi siete un uom da niente, (con disprezzo)
Mac. Ma guai , se aguzzo il dente.
Gioc. Aborto di natura. ( comincia a scaldarsi )
Mac. Ma stampo , e fo paura. (dericJendolo)
Gioc. Hai spalle da bastone. (con fuoco)
Mac. Ho un becco da falcone.
i4 ATTO
Gioc» E un vile ornai chi tollera
La tua temerità. ( con mollo sdegno)
Mac, Non vada tanto in collera
Che insuperbir mi fa. (deridendolo)
Signor Giocondo , io vedo
Ch' ella vuol guerra ^ e guerra avrà.
Gìoc, Né guerra
Voglio con voi , nè pace.
Mac. Il mio giornale . . .
Gioc. Ha molta fame.
Mac, I letterarj articoli . . .
Gioc, Io non compro all' incanto.
Mac. Orsù , parliamo
Di cose allegre. Il Conte
E vostro amico.
Gioc. Ebben !
Mac. Dunque saprete
A qual di queste vedove la destra
Ei porgerà.
GioC' Che importa a voi ?
Mac. Saperlo
Mi giova.
Gioc. Ed io non cerco mai , nè svelo
I fatti altrui.
3Iac. La Marchesina ^ io credo ,
Trionferà. /
Gioc. ( Pur troppo : (sospirando di soppiatto)
Lo temo anch' io. )
Mac. (osservandolo) (Par che sospiri.) Un colpo
Sarebbe questo al vostro cor ?
Gioc. (con risentimento) Che dici
Al mio cor ? Tu deliri.
Mac. Eh via ^ che serve
Farne un mistero ? Ella vi piace . . .
Gioc. (interrompendolo con sommo impeto) In SOmma
Vuoi tu finirla , o no ?
PRIMO i5
Mac. (< on affettala commiserazione) Sa il Clel j se i VOStri
Non corrisposti affetti io compatisco !
Gìoc. Quando teco questiono, io m'avvilisco.
(partono per bande opposte)
SCENA IV
La Marchesa Clarice, cui di dentro risponde il Conte
AsDRUBALE ad imitazione dell' eco.
Clai\ Quel dirmi ^ oh Dio ! non t' amo . . .
Con, T' amo. (Clar. manifesta
Clar. Pietà di te non sento... la sua sorpresa)
Con, ^ Sento.
Clar. ( E il Conte j ah ! sì . . . proviamo
Se mi risponde ancor. )
E pena tal j eh' io bramo . . .
Con. Bramo.
Clar. Che alfin m' uccida Amor.
Con. Amor.
Clar. Al fiero mio tormento . . .
Con. INIento . . .
Clar. Deh! ceda il tuo rigor.
Con. Rigor.
Clar. Eco pietosa ^ (tendendo Torecchio come sopi a)
Su queste sponde ...
( Più non risponde. )
Tu sei la sola
Che mi consola
Nel mio dolor.
Quella 5 che V eco mi facea ^ del Conte
Era certo la voce : ei con quest' arte
Si scoperse abbastanza.
Amo ^ sento ^ egli disse , e bramo amore ;
E quel che assai più vai , mento rigore*
La Baronessa e Donna Fulvia invano
I ATTO
Gareggiano con me ,
Seppur non e' infinocchia tutte e tre.
Questo non crederei. Là fra quei rami ,
Per meglio assicurarmi
Degli andamenti suoi j vado a celarmi.? (parte)
SCENA V
II Conte AsDRUBALE solo , osservando se la Marchesa
Clarice è partila.
n. Dolce amor m' infiamma il petto,
E felice appien mi renej ;
Ma P ardor che V alma accende
Non dilegua il mio timor.
E fra tanti affetti io sento
Lacerarmi in petto il cor.
Ma queir amabile - pace delP alma ,
Del cor la calma - dove n' andò ?
Ah che il più barbaro - de' numi, Amore ^
Da questo core » me T involò !
Ma se m' arridono - que'- vaghi rai 5
A nuovo giubilo - risorgerò.
Ah ! non sedurmi , Amore,
E giusto il mio rigore :
Ali non fia ver che in femmina
Io sogni fedeltà.
DI me stupisce ognun, perchè, malgrado
I sei lustri d' età quasi compiti ,
Non entro nella classe de' mariti.
Molte mi dan la caccia , e sopra ogni altra
Queste tre vedovelle : io mi diverto
Della lor gelosia ma qual poi d' esse
Me solo apprezzi, e non la mia fortuna.
Chi lo può indovinar? forse nessuna, (per partire)
PRIMO
^7
SCENA VI
La Marchesa Clarice e detto.
Clar. Conte ^ udite.
Con, In che posso , (con brio ed aria di
Marchesina^ ubbidirvi? semplicità)
Clar. Io saper bramo ,
Se 1' eco è maschio o femmina. Ridete?
Con. ( O finge , o è molto semplice. ) Non altro ^
Che nuda voce ripercossa è Feco.
Clar, Cammina o no ?
Con, No certo.
Clar, Eppur poc' anzi
Era là.
Con, La vedeste ?
Clar, Non lo vidi 5
Ma P ascoltai , ma mi rispose ... oh caro !
Caro ... se fosse femmina ,
Ne avrei dispetto.
Con, ( Il mio maggior periglio
E costei quando parla. )
Clar. ( Ei va le cose
Ruminando fra sè. )
Con, Dunque rispose ?
Clar. E come bene.
Con. Ed ora?
Clar. Ed ora . . . ed ora . . .
O dorme 5 o di parlar non ha più voglia.
Come accade anche a noi.
Con. Questo alle donne
Non accade giammai
Clar. No ? tanto meglio !
Con, Perchè ?
i8 ATTO
Clar. Perchè vorrei, che r eco fosse ... (quasi
vergognandosi, ma sempre col medesimo brio e semplicità)
Che fosse . . .
Con. Ebben?
Clar. Che fosse maschio, e poi... <com«
E poi . . # sopra)
Con. Via su.
Clar. Che somigliasse a voi.
Conte mio, se l' eco avesse
Tutto quel che avete voi ,
Io godrei fra le contese
La maggior felicità.
Con. Io delP eco avrei paura
S' ella fosse come voi^
Che la fede è mal sicura
Dove regna la beltà.
Clar. Ah ! se un altro rispondesse
Come l'eco a me rispose! . . .
Con, Per esempio l
Clar. Certe cose ! . . .
Conte mio, non posso più.
Con. Via 5 sentiam , via dite su.
Clar. Mi disse , che ama.
Con. Ma forse per giuoco.
Clar. Mi disse j che brama . . .
Con. Spiegatevi.
Clar. Amor
Mi disse che sente j
Che mente - rigor.
Con. Son prove da niente ,
Che ingannano un cor.
Clar. ( Che mi creda la fenice
Del mio sesso , io non dispero. )
Con. ( Che sia questa la fenice
Del suo sesso , io non lo spero. )
PRIMO 19
fl s ( Quel che avvolga nel pensiero
Presto 5 o tardi io scoprirò. )
Con, Vi saluto.
Clar. Addio, Contino.
Con. ( Non mi fido. )
Clar. ( Ha V occhio fino. )
Con. l Ricordatevi, che V eco
J Ha P usanza di scherzar.
Clar. j Se 1' avessi sempre meco ,
( Mi farebbe giubilar. (partono)
SCENA vn
Giocondo ed un servo.
Gioc. Già m' intendesti : attentamente osserva
Gli andamenti del Conte , e n' avrai quindi
Dovuta ricompensa Oh almen potessi
Penetrare che al Conte (il servo par t<?)
Poco importa la mano di Clarice :
Allor d' esser felice
Potrei sperar. - Questa lusinga almeno,
Se nuli' altro poss' io , s' accolga in seno.
Un giorno appien beato
Sperar ardisco ancora :
Qual giorno fortunato !
Qual desiato ben !
Al fianco al mio tesoro ,
Unito al ben che adoro ^
Sarei felice appien. (parte)
SCENA Vili
Donna Fulvia indi Pacuvio.
Fui. Dove mai si cacciò l La rosa al Conte
Io vorrei presentar : ma se Pacuvio ...
Eccolo : Ebbea ?
20 ATTO
Pac. Già la sestina è fatta ^
E che sestina ! il Conte
Le ciglia inarcherà.
Fui, Questa è la rosa.
Pac. Bella!
Fui. Sentiam.
Pac. No ^ prima
Voglio farvi sentir , come ho cambiata
L' aria , che poco fa vi ho recitata.
FuL Foiose non vi piacea ?
Pac, Quand' è eh' io faccia
Cosa che non mi piaccia ?
Fui, Perchè dunque ! . . .
Pac, Ascoltate ,
Come in lingua patetica e burlesca
Parli all' ombra del mago una fantesca.
Ombretta sdegnosa ~ del Missipipì ^
Non far la ritrosa zzi ma resta un po^ qui.
Non posso ^ non soglio ^ zzz l' Ombretta risponde:
Son triglia di scoglio y ~ ti basti così.
E r altro ripiglia ~ Sei Luccio ^ non triglia :
Qui nasce un insieme: ~ chi piange^ chi freme.
Fantesca « sei Zwcao. — Ombretta - son triglia.
Fantesca - ma resta, zir: Ombretta - ti basti.
Ti basti j, ti arresta ~ non dirmi così, (in atto
Fui, Bravo ^ bravo, bravissimo! (seguendolo) dipartire)
Pac, (retrocedendo) Eh . . . che ne dici ?
Di quel Missipipì ? , , , pi pi . . . pippì.
Quel mi basta cosi / . . . quel contrapposto
Fra Luccio e triglia non t' incanta?
Fui. È vero.
Pac. Bizzarria di pensiero ,
Sorpresa ^ novità.
Fui. Il Conte appunto è qua.
PRIMO
21
SCENA IX
Il Conte AsDRUBALE pensoso , e detti.
Con. In favor di Clarice
Mi parla il cor^ ma consiglier non saggio
Egli è sovente. Or si vedrà. (in atto di traver-
sare il giardino)
Pac. (a FuL) Coraggio !
FuL Serva sua. (al Con.)
Con. Mia padrona.
Pac. (al medesimo) A voi s'inchina
Il Pindarico.
Con. (a Pac.) Addio.
Pac. (a Fui.) (Fuori la rosa.)
Un momentln .... ( Fuori la rosa. ) (prima al
Conte , che è in atto di partire, poi a Fulvia con impa-
FuL (Aspetta.) zienza)
Pac. ( Fuori la rosa , o recito. ) (come sopra)
FuL ( Che fretta ! )
Con. ( Sarà qualcuna delle sue. )
FuL ( vuol presentar la rosa al Conte ) Scusate . . .
Pac. Zitto per or : voi state
Ferma così di presentarla in atto.
Con. (E un vero ciarlata ma sciocco e matto.)
Pac. Parlo in terza p^^rsona. ( mettendosi fra il Conte e
Fulvia che sta in atto di presentar la rosa)
Io v' offro in questa rosa spampanata
La mia lacera , stanca e pelagrosa
Alma 5 che sul finir di sua giornata
Dir non saprei se sia gramigna ^ o rosa.
Genere Petrarchesco.
Con. In quanto a me lo chiamerei grottesco.
Pac. Anche. Or date la rosa. (prima al Conte, poi a
FuL Eccola, Fulvia)
2 a ATTO
Con. Grazie.
Pac. Agli ultimi due versi.
L' ho raccolta per voi di proprio pugno:
E quando ? nel maggior caldo di giugno.
Con, Ora slamo in aprile.
Pac. Non importa.
In grazia della rima un cronichismp
DI due mesi è permesso :
Virgilio Somaron facea lo stesso.
Con. Ah! ah!... cronichismo ... ah ! ah! Virgilio ...
Virgilio Somaron . . . ( Quanti spropositi ) . . .
Ah! ah! ah !
Pac. Lo vedete ! a' versi miei
Mai non manca un effetto, (a Fulvia che resta at-
tonita )
Con. Oh Dio ! non posso più. (appoggiandosi ad una
pianta )
Pac. Non ve l'ho detto? (a
Fulvia che si stringe nelle spalle, conducendola via)
SCENA X
Fabrizio e il Cokte.
Fab. Eccomi vostri cenni.
Con. Orsù 5 Fabrizio :
Per la seconda volta oggi la pietra
Del paragon si adoperi ^ ad effetto
Pongasi quel progetto j
Che immaginai.
Fab. SIbbene.
Con. All'africana
Mi vestirò.
Fab. Da lungo tempo è pronto
lu abito neir armadio.
PRIMO
Con. Ecco il biglietto
Da rimettersi a me per dar pj:incipIo
Alla burletta.
Fab. Ho inteso.
Con. A te poi tocca
Il secondar da scaltro.
Fab. Già so quel che ho da far-, non occorr' altro.
(partono da lati opposti )
SCENA XI
Stanza terrena contigua al Giardino.
Giocondo , Clarice; indi Macrobio
poi il Conte Asdrubale.
Gioc. Perchè sì mesta ?
Clar. Il mio gemello , il caro
Lucindo 5 ad or ad or mi torna in mente.
( Giocondo la sia intanto osservando con meraviglia e pas-
( Questo gemei sovente sione)
Mi giova nominar : forse partito
Io ne trarrò , se ogni altro mezzo è vano. )
Gioc. » Strana ^ scusate, in voi questa mi sembra
« Tenerezza fraterna : da fanciulli
« Vi divideste , e fu per sempre : estinto
» Da sette anni il credete... oh Marchesina
Altra . . ,
Clar. Che dir vorreste? (con qualche risentimento)
Gioc. « Altra, io suppongo ,
w Più vicina sorgente ha il vostro affanno.
Il Conte a voi sì caro . . .
99 Mio rivale ed amico ... il sempre incerto
^ Conte... Ah ! Clarice ... ah ! se potessi anch'io
« Le vostre cure meritar 1... ma troppo (Clarice
» E Toi rispetto j e 1' amistà, si mette in serietà)
124 ATTO
Mac. Se avessi
Cinquanta teste e cento mani, appena
Potrei de' concorrenti al mio giornale
Appagar le richieste, (al comparir di Macrobio^
Clarice prende un aspetto ilare )
Gioc. In quanto a me sareste
Sempre ozioso.
Clar, Come ?
Al Cavalier la critica non piace? (con brio)
Con. Che si fa? che si dice? (in aria giojosa)
Mac, Si discorre
Di critica.
Con. Io vorrei ^ che Macrobio
Quando sull'opre altrui reca un giudizio,
Mi dicesse il perchè.
Gioc. Non ha tal vizio :
Per esempio Macrobio . . .
Clar. Eppur , signori ,
Sotto diverso aspetto ,
Quello che fa Macrobio sul giornale,
Fate voi tutti e due. (a Giocondo ed al Conte)
Mac, Brava ! ci ho gusto.
( a Clarice compiacendosi della opinione di lei )
Clar, U usanza di operar senza un perchè
Non ha Macrobio sol , ma tutti e tre.
Con, Come ?
Clar. Che dite mai ?
Gioc, Lo dico , e sono
Prontissima a provarlo :
Zitto . , . fate silenzio infin eh** io parlo.
Clar, Voi volete, e non volete: (al Conte)
Voi tacete - o sospirate : (a Giocondo)
Voi lodate - biasimate : ( a Macrobio )
E ciascun senza un perchè.
Con. Con le donne , o signorina ,
Star bisogna molto all' erta :
PRBIO ^5
Se qnest' alma è sempre incerta ,
Ho pur troppo il mio perchè.
Gioc. Con la sorte , o signorina ,
Giorno e notte invan m' adiro :
E se taccio , e se sospiro ,
Ho pur troppo il mio perchè.
Mac, Con la fame ^ o signorina ,
Io non posso andar d' accordo :
Quando lecco , e quando mordo ,
Ho pur troppo il mio perchè.
Clar. Se ho da dirV a senso mio ^
Siete pazzi tutti e tre.
Gli altri Fra i perchè , senz' altro , il mio
È il miglior d' ogni perchè.
a 4 Ogni cosa ^ o male o bene ,
A sua voglia il mondo aggira :
Chi lo prende come viene ,
indovina per mia fè. (comparisce Fainizio,
che consegna il biglietto al Conte : qnesli V apre ,
e leggendolo finge di turbarci)
Con, ( Per compire il gran disegno
Mesto in fronte io leggo il foglio :
Poi con arte il mio cordoglio
Fingerò di mascherar. )
Gli altri ( Si scolora : è questo un segno
(ciascuno da sè osservando il Conte)
Che funesto è a lui quel foglio :
Ci sogguarda , e il suo cordoglio
Tenta invan di mascherar. )
Gioc, Perchè mai così tremante? (al Conte)
Con, Io già m'altero per niente. ( fingendo una
forzata disinvoltura per darla meglio ad intendere )
Clar, Che vuol dn- quel tuo sembiante ? (al Conte)
Mac, Qualche articolo insolente? (al medesimo)
Con, Stelle inique! (con forza, poi ricomponendosi)
Clar, , Ah ! Conte amato . . .
I
36 ATTO
Con, Qual disastro ! (come sopra)
Gioc. Ah ! caro amico . . .
Con, Giusti Dei! (come sopra)
Mac. Che cosa è stato ?
Con, Non badate a quel che dico*
10 di voi mi prendo .
Gli altri Non intendo questo
Con, TI bello .
, . Il più . , non SI da.
ijrii altri ^ strambo
Clar. ( Io ravviso in quelP aspetto
Del destin la crudeltà. )
Gioc, ( Di paura e di sospetto
11 mio cor tremando va. )
Mac, ( Lacerar mi sento il petto
Dalla mia curiosità. )
Con, ( La comparsa del biglietto
Al disegno gioverà. )
a 4
Con. ( Dal timor del mio periglio
Imbrogliata han già la testa ^
Or più dubbio non mi resta
Di poterli trappolar. )
Gli Ha il terror fra ciglio e ciglio ,
altri Incomincia^ e poi s'arresta^
tre Calma finge - la tempesta
Lo costringe - a palpitar. (partono)
SCENA XII
Pacuvio dalla parte opposta a quella in cui è
per entrare Macrobio.
Pac. Ehi ! Macrobio , Macrobio ?
Mac, ^ Cos' è stato ?
Pac. E uiv ora che vi cerco !
Eccovi una sestina
PRIMO 27
Da porsi immantinente sul giornale
Perchè classica ^ insigne y e originale ,
Mac. Non ho tempo , non posso.
Pac, E una sestina
Da stamparsi , o Macrobio ^ in carta pegola ?
Mac, E inutile vi dico : e poi . . . chi firma t
Pac, Cioè ?
Mac, Chi paga . . .
Pac, Oh questo sembra il meno.
Mac, Sembra il men^ ma non posso^ e il foglio è pieno.
( parte )
Pac, Trovar sapro ben io
Qualch' altro giornalista eh' abbia a cuore
Il suo guadagno si 5 ma più P onore.
SCENA XIII
Giardino come sopra.
La Baronessa e Donna Fulvia da una parte; dairaltra
la Marchesa Clarice e Giocondo.
Bar, Fui, Oh caso orribile ! ( con affanno : gli altri due
r ascoltano )
(con sorpresa )
Caso incredibile !
Il Conte Asdr ubale
Clar.
Gioc,
Tutto perde.
Come ? cioè ?
Bar,
Guai 5 se consorte
Mi fosse stato !
Fui,
Per buona sorte
a 2
Non mi ha sposato.
Oh che disordine !
Son fuor di me.
Clar,
Gioc,
Via su 5 con ordine
Meglio spiegatevi.
Bar,
Fui,
Qui torno subito ... (
28
dar. Gioc.
Bar, Fui
ATTO
Ma in grazia diteci ,
Che nuova è.
Vado ad intendere
Meglio il perchè.
(trattenendole)
( partono )
SCENA XIV
Macrobio . indi Pacuvio dal lato opposto, e detti , che
neir alto di partire s' incontrano in IVIacrobio.
]\fac. Altro che ridere
Su i nosti-i fatti!
È qui Lisimaco
Castigamatti ^
E mostra un vaglia
Di sei milioni ,
Che in Sinigagha
Da un tal Piloni
Fu soUoscrilto
Cent' anni fa.
Gioc, DI questa favola
Capisco poco.
Non vVè più tavola.
Non v'è più' cuoco.
Il creditore
Per farsi onore ,
Alla sua mensa
C inviterà.
Ma la sua patria ? . . .
La condizione ?
Ma d' onde viene ?
Vien dal Giappone.
Voi fate sbaglio.
Dal Canada.
Ei,li è un un Turchesco
'^Dclla Brettagna.
Clar.
Poe.
Mac,
dar.
Gioc.
a 2
Pac.
Mac.
Pac.
( agitatissimo )
(i^ìterrogando gli
altri due.)
(a Pacuvio)
PRIMO
Mac. Anzi un Moresco ^
Nato in Romagna.
Clar, Gioc. Che pezzi d' asini !
Regga chi vuole :
Son più i spropositi
Che le parole :
Mi fate stomaco
Per verità. ( partono in fretta )
SCENA XV
Delti y poi la Bakonessa e Donna Fulvia : indi il Conte A-
SDRUBALE travestito con alcuni servi e marinari vestiti nei
medesimo costume. Notajo con altri, die si fìngono gente
della Corte di Giustizia ; e Fabrizio che simula un' estre-
ma afflizione.
Pac, A me, cospetto! (verso i due che son partiti)
Mac. A me ? per Bacco !
a 2 Per vostra colpa (rimproverandosi
Soffro uno smacco. f un f altro )
Pac, So quel che dico.
Mac, Non sono un cavolo.
Bar. Fui, Ecco V amico ^ (in fretta)
Non fate strepito, (agli altri due)
O tutti al diavolo
Ci manderà.
3Iac, Pac, Chi prenda equivoco , (Funo air altro )
Or si vedrà.
Con, Lui star conta, io star mercanta^ (a Fabrizio)
Ti star furba , e lui birbanta. •
Mac, Pac, \ ^, ,
Bar. Fui. \ ^'''^
Con, (al medesimo) (Oh che canaglia!)
Qui star vaglia. (mostrando un foglio
logoro dal tempo)
3o ATTO
Pac, (dopo averlo guardato) Sei milioni !
Bar.FulMac, Bagattella !
Con, ( a Fabrizio ) ( Che bricconi ! )
Se trovara contro vaglia , (al medesimo )
Mi far vela per Morèa.
Fab, Non trovara. (tutto mesto)
Con, Scamonea
Tua patrona resterà.
Mac, Parla proprio in lingua etrusca.
Con, Mi mangiara molta crusca.
3Iac, Si conosce.
Con, Baccalà.
Tambelloni Kaimacacclii.
Mac,' ( Che mai dice ?)
Bar, Pac, Fui, ( Non intendo )
a 4 Mille grazie.
Con, Baccalà.
Fab. ( Li canzona come va. )
Con, Non aprirà più portona ^ (a Fabrizio)
O tua testa andar pedona.
a, 4 ( Che vuol dir questa canzona ?)
Con. Sequestrala . . .
a 4 Adagio un po'.
Con, Sigillara , . .
Bar, Fui E le mie cose ? -
Con, Sigillara.
Mac, E i manuscritti ?
Pac I miei drammi ?
Mac, Le mie prose?
Con. Sigillara.
a 4 III quanto a noi . . .
Con. Sigillara.
a 4 ( Oh questo no !
Fab, I Ubbidirò. (al Conte sempre con
simulata tristezza )
Alac, Mi far critica giornala (al Conte)
PRIMO
3r
Che aver fame in ogni loca
Nè il poterà ritardar.
Coji. Manco mala ! manco mala !
Ti lasciara almen per poca
11 buon senso respirar.
a 4 Sigillate pure al Conte
Bocca , naso , e che so io ;
Ma j cospetto ! quel ch^ è mio ,
Lo doveJLe rispettar.
Con. Quanti stara , a modo mio
Mi volerà sigillar.
Fab, ( Che hanno il cor perverso e rio ,
Più non \' è da dubitar.) ( partono)
SCENA XVI
Atrio.
Clabice sola ; indi il Conte e Giocondo non veduti da lei ,
come essa non veduta da loro: poi Macrobio e Pacuvio^
la Baronessa e Donna Fulvia.
Claj\ n Non serve a vii politica
Chi vanta un cor fedele :
'5 Quando la sorte è critica ^
55 onor non volta vele :
" E poi nessun mi dice ,
» Ch' ella non può cangiar. ( intanto com-
parisce il Conte nei suoi proprj abiti fingendo mestizia,
e il Gavalier Giocondo, clie di buona fede lo conforta)
Con, ( Lasciate un infelice ,
5? Vicino a naufragar.) (fra loro)
Gioc, ( Alla virtù non lice
>i Gli oppressi abbandonar. )
a 3 99 (Del paragoa la pietra (il Conte e Giocondo
fra loro alquanto indietro, e Clarice da j-è)
32 ATTO
« Sono i contrari eventi :
Nei giorni più ridenti
„ Più. dubbia è V amistà. )
3Iac» Pac. i March esina ... (in aria di scherno )
Bar, FuL [ Con tessi na . . .
a 4 Mi consolo ^ e a voi mi prostro : (il Conte
e Giocondo osservano in disparte)
Ora il Conte è tutto vostro.
Clai\ Tanto meglio ! ( con disinvoltura e brio)
a 4 Già si sa. (come sopra)
Gioc, (Li vedete? gli ascoltate?) (al Conte)
Con. ( Ci vuol flemma. ) (a Giocondo >
Clar, Canzonate! (come sopra)
Mac. Pac. Che fortuna ! (come sopra)
Clar. (come sopra) Io sono in ballo ^
Bene o mal si ballerà.
Con. Cari amici ^ or che il destino ( avanzandosi
con Giocondo e scoprendosi )
Mi privò d'ogni sostanza,
Qaal voi date a me speranza
Di soccorso e di favor ?
Mac. Un articolo sul foglio, (ciascuno gli fa la sua offerta)
Pac. Una flebile elegìa.
Bar. Fai. Non saprei... ( stringendosi nelle spalle )
Gl'oc, (con franchezza e cordialità) La casa mia.
Clar. La mia man , P entrata e il cor. (con vi-
vacità e dolcezza)
Mac. Pac. ( Scappa ^ scappa . . . ) (fra loro guardando il
Conte , ed allontanandosi da lui)
Bar. Fui. ( egualmente ) ( Oh com' è brutto ! )
(Hoc. ( Osservate. ) (al Conte )
3Iac. Pac. ( E cosa seria. ) (come sopra)
Clar.^ Con.j, Gioc. (fra loro)
( Dove regna la miseria.
Tutto c noja e tutto è orror. )
PRIMO 33
Mac.,, Pac.y Bar.^ Fui
( Meglio assai nella miseria
Si distingue un seccator. )
SCENA XVII
Fabrizio con un antico foglio in mano , saltando per V al-
legrezza : Coro d'ospiti del Conte egualmente lieti,, e detti.
Fah.^Coro Viva ^ viva I
Fab. In un cantone
D' un armadio abbandonato ^
Fra la polve . . .
Con, (interrompendolo con impazienza) L' hai trovato ?
Fab. L' ho trovato . . , ( sorpresa comune )
Con. (come sopra) Il contro vaglia ?
Fab.^Coro Legga ^ legga.
Con. (abbracciando Fabrizio) Uh! benedetto!
Clar.^Gioc. Oh che gioia ! (con vera cordialità )
Mac.^Pac. Bar. Fui. Oh che diletto! (attorniando
il Conte con affettata compiacenza )
Clar.^GioC. ( Come cambiano d'aspetto ! ) (fra loro ac-
cennandosi gli altri quattro)
Bar. , Fui. Il mio cor P avea predetto.
Con, In momenti sì felici .. .(fingendo di svenire)
Ah ! eh' io manco ... ah ! dove sono ? ...
Mac.^Pac. Fra le braccia degli amici, (volendo sostenerlo)
Bar. ^ Fui. Poverino ! (avvicinandosi anch' esse)
Clar.^ Gioc, Eh ^ andate là. (respingendoli e so-
stenendo il Colite )
TiLtti Qual chi dorme . e m sogno crede
Di veder quel che non vede ,
Se uno strepito improvviso
Tronca il sonno , egli c indeciso
iNel contrasto delle vere
ATTO PRIMO
Colle immagini primiere . . .
Fra la calma e la tempesta
Corre ^ vola ^ e poi s' arresta . . .
Tal son io col mio cervello
Fra r incudine e il martello . . .
Con.j> Clar.^ Gioc,^ Fab. e Coro
Sbalorditi
a
3Iac.j^ Pac.^ Bai\^ FuL
Sbigottiti
Con,^ Clar.^ Gioc.^ Fab,
Agitat^
a
Mac.^ Pac.^ Bar, e FuL
Spaventati
Condannati a palpitar.
Tutti
Dal passato e dal presente ,
Non so come ^ alternamente . . .
Con.j, Clar.^ Gioc.^ Fab. e Coro
Dalla gioia e dal timore,
Mac.j, Pac,^ Bar, e FuL
Dalla rabbia e dal rossore
Con.^ Clar,^ Gioc.^ Fab. e Coro
Io mi sento a trasportar.
3Iac,, Pac.^ Bar. e Fab.
lo mi sento a lacerar.
ri_\'E dell' atto rrjMO
SCENA PRIMA
Atrio 5 come nclP Atto primo.
La Baronessa , Donna Fulvia, e Coro d' ospki del Conte;
quindi Macrobio , e il Conte da una parte ; il Gavalier
Giocondo e Pacuvio dall' altra.
Coro Lo straniar con le pive nel sacco
Per vergogna ò partito in gran fretta.
Bar.^ FuL Per sua colpa ho sofferto uno smacco ,
Ma farò la mia giusla vendetta :
Forse al Conte , a Clarice , a Giocondo
Questo fatto avrà molto a costar.
Coro Via, che serve? son cose del mondo:
Non sarebbe che un farsi burlar.
Mac, Io del credito in sostanza (al Conte m atto di
Già vedea V incompetenza : scusa)
Ne parlai per insolenza ,
Ma per voglia di scherzai\
Con, Io già so per vecchia usanza (a Macr. sorri-
dendo, e in aria di disprezzo)
Coltivar r Indifferenza :
Ogni scusa in conseguenza
Voi potete risparmiar.
Pac, Fu poetica licenza, (a Giocondo scimmioni)
Non lo feci per baldanza :
In drammatica sembianza
Mi parca di recitar.
36 ATTO
Gioc. Fu solenne impertinenza ^ (con sommo disprezzo)
Ma non n^ierlta importanza :
Già vi scusa 1' ignoranza
Senza starne più a parlar.
( ( Domandargli perdonanza (ciaseima da sè, la
Bar, \ Bar. osservando Macrobio e D. Fulvia Pacuvio)
< E una vera sconvenienza :
FuL è Questa vii testimonianza
l Io non posso tollerar. )
Coro ( Sotto r umile apparenza
Pieni son di petulanza :
L** uno e V altro all' occorrenza
Tornerebbe a motteggiar) (il cora si rilira)
: Gioc, « ( Eppur ciascun di loro alla sua dama
55 Avea promesso di sfidarci. )
Con. " (fra loro sorridendo) ( E in VCCe
J5 Si son scusati. )
Gioc, » ( Oh die vigliacchi ! )
Bar, ( Oh bella !
5? Vuoi cimentarloj e gli domandi scusa?) (a Macr.)
Mac, (Certo) (alla Bar.)
Bar, « ^ ( Fra noi non s' usa . . . )
Mac, 5^ ( E una moda novissima, ( frattanto il Cavaliere
Giocondo e il Conte discorrono fra loro )
5? Venuta dal Catai , che quanto prima
>y Pubblicherò sul mio giornale. )
Pac. ( In somma
Lo volete saper? la scusa è finta: (a Fulvia)
3? 11 duello segui : la vita in dono
3? Mi domandò con le ginocchia a terra. )
FuL « (Chi ?) (a Pacuvio con sorpresa)
Pac. 3? ( Giocondo \ ma zitto. )
p\iL ,y (Anzi... (avoca
alta in allo di volerlo palesare)
Pac, fy (a Fulvia opponendosi) ( •'^^ : zitto :
}y Giacche per suj decoro
Gioc.
Con.
Gioc,
Bar.
Mac.
Pac.
Fai.
Pac.
Con.
Mac.
Gioc.
Con.
Pac,
Fui
Con.
SECONDO 37
Di non farne parola el m' ha pregato :
Ed io glieP ho promesso ^ anzi giurato. )
(Gran contrasto han fra loro.) (al Conte os-
servando gli uni, e gli altri)
(a Giocondo) ( lo Co' buffoni
Mi diverto. )
( Io annojo. )
(a Macrobio) ( Ebben ?... )
(alla Baronessa) (Senz'altro
La disfida io farò. )
(a D. Fulvia) ( L' avrei potuto 5
Come un tordo infilzar^ ma troppo io sono
Tenero per natura ^ e sensuale. )
(S'è così j son contenta. )^ (a Pacuvio)
( E tal e quale. )
Nel vicin bosco , amici ,
A divertirci andiamo.
Il moto giova
All' appetito.
I cacciatori ^ io credo ^
Partiranno a momenti.
(ad un domestico che parte subito) Ehi^ vanne tOStO
La Marchesina ad avvertir. Se poi
Volesse alcun di voi
Dar prove di bravura^
Prenda il fucil.
(parte in fretta) Voglio provarmi.
In casa
Per alcune faccende
Io resterò.
Come vi aggrada. Andiamo, (parte col
Cavaliere Giocondo e tutli gli altri)
36
ATTO
SCENA II
Macbobto , e la Baronessa in atto di partire ,
e Donna Fulvia , che la traltiene.
Fui. "Baronessa 5 ascollate. ( parlandole air orecchio )
Bar, Possibile ?
Fui, " Senz'altro. Addio, (partendo con brio)
Bar, Che intesi
5> Per vostro e mio rossori Già Donna Fulvia
« È vendicata , ed io . . . (a Macr.)
Mac. 9i Che dite ?
Bar. Or sappi ^
5> Che 5 vinto il Cavalier, la vita in dono
55 Da Pacuvio impetrò.
Mac, '5 Bu, bu . . . che bomba !
Bar. 55 Pacuvio il disse.
Mac. 5> E quando mai Pacuvio
55 Disse una verità l
Bar. v Pretesti a parte.
Mac, y> Io pretesti ? stupisco.
Bar. 5) O sfida il Conte ,
55 O non sper^ir, ch'Io più ti guardi in faccia.
5> L' esige V onor mio.
Mac, 5> Dopo la caccia, (partono)
SCENA III
Bosco 5 con veduta di una Valle.
( scena vecchia )
Pacuvio col fucile e Coro di Cacciatori.
Coro A caccia, o mio signore ^ (a Pacuvio)
Poeta eccellentissimo :
Se siete cacciatore ,
Tirate 5 e si vedrà. (Pacuvio appoggia sgar-
halamentc il fucile ora alla spalla sinistra, ora alla destra)
SECONDO 39
Ma bravo ! . . . anzi bravissimo !
Gran preda si farà. ( ironicamewte )
Gli uccelli andranno al diavolo
In piena sanità. ( il Coro parte )
. Si 5 si 5 ci parleremo : (verso i cacciatori)
Con un figlio di Pindo e d' Elicona ,
Quando mira davver, non si canzona, (parte)
(succede temporale)
SCENA IV
Giocondo solo.
Oh come it fosco impetuoso nembo
Ci separò ! Clarice ! oh dove sei !
Perchè, perchè non vieni - io t'amo, e vivo
Disperata la vita ai mali in seno
E amore , amore intanto
Tutto mi toglie , e mi condanna al pianto.
Amor 5 fra tanti palpiti ,
Tu r alma mia conforta j
Se tu le sei di scorta ,
Mai vacillar saprà.
Sgombrato il nembo ,
Tranquillo il core,
Aure felici ,
^ Di pace in grembo ,
Nel sen d' amore
Respirerà. (parte)
SCENA V
Giardino , come nelP Atto primo.
Donna Fulvia , Fabrizio , indi Pacuvio affannato.
/. Io posso dir d' averla indovinata
Restando in casa.
4o ATTO
Fah, E stato veramente
Un fiero teinporal.
Pac. (a Fab.) Corri ^ affretta.
Fah. Dove ? che fu ?
Pac, Per asciugar gli scritti
Sono entrato in cucina ^ ivi alla recita
P' una mia scena dolcebrusca ^ il cuoco
E caduto in declivio.
Fah. La vuol dire in deliquio.
Pac. Certo ^ è la delinquente in un cantone.
Fah. Sarà stata la puzza del carbone. (partendo in
Pac. Ah! Donna Fulvia^ se non era il tempo, frctia)
Avrei fatto una strage
Di salvaggiume: altro perciò non posso
Esibirvi che questo
Picciolo segno della mia bravura, (mettendo fuori
di tasca on piccolissimo uccello morto)
Fui. Non so che farne, (voltandogli le spalle, e partendo)
Pac. ( E morto di paura. ) ( par-
tendo anch'' esso)
SCENA VI
11 Conte AsDBUBALE e il Cavalier Giocondo.
Gioc. Ma quando , quando mai
Risolverete ?
Con. 11 matrimonio è un passo ,
Un passo grande !
Gioc. E non vi basta ancora . , .
Con. Risolverò : per ora
Pensiamo a divertirci con Macrobio ,
Che sfidarmi dovea.
Gioc. Come vi piace.
Con. Andiara.
Gioc. (Che strana idea ! )
(entrambi in atto di partire)
SECONDO
SCENA Yll
4t
r
La Marchesa Clarice tult' allegra con una lettera
dissLiggellata in mano , e delti.
Clar, Amici j oh ! qual una sorella al cuore (an-
sante per la gioja)
Soave annunzio inaspettato ! Udite :
Il Capitan Lucindo ^
Il mio caro Lucindo , il mio gemello ...
Con. Dagli Elisj tornò ? (in aria di scherzo)
Clar, Quegli , di' estinto
Da ciascun si credea , vive', e son questi ^
Dopo sett' anni di silenzio , i suoi
Preziosi caratteri, ( Perdona ^ ( sorpresa degli
altri due)
5? Ombra del mio german^ se alPuopo io cliiamo
" De' miei disegni il nome tuo. )
Con. Ma dove
" Si trattenne finor ?
Gioc, ^5 Perchè non scrisse?
Con, j> Fu priglonier ?
Clai\ j? Noi so : di tutto a voce
^> M' informerà. L' ottavo sole appena
Sorgea di nostra età ^ quando il destino
Ci separò ^ pur le sembianze ancora
Io ho presenti.
Con. Eppoi
yy Specchiandovi . . .
Gioc, yy Sibben , le avete in voi.
Con. yy S' egli è ver ^ eh' eravate . . .
Clar. yy Certamente ;
yy Eravam somiglianti,
yy Come due goccie d'acqua. Oh quante volte
>y La nostra buona juadre
42 ATTO
)y Con le cangiate fanciullesche spoglie
^? Le paterne pupille
Tradì per giuoco ! e un dolce error di nomij
5> Non già d' affetti ^ risuonò su i labbri
« Del comun padre !
Con. '9 Io mi consolo.
Gìoc» }y A parte
^ Son de' vostri contenti.
Clar. ?5 Se il permettete , alla cittade io volo j
Dove m' attende il mio german. ( al Conte )
Con. 9> Che venga
9ì Ei stesso qui.
Clar, Bre^e in Italia ^ ei scrive ^
Sarà la mia dimora /
Nè soglio abbandonar la compagnia.
Con. Qui la conduca , e quanto vuol ci stia.
Clar. Quest' è troppo.
Con. Che troppo ? i militari
Io sempre amai.
Clar. Le vostre grazie in voce
Dunque ad offrirgli andrò.
Con. Sé ricusasse j
MI farebbe un affronto.
Clat. ( Già previsto io l' avea; tutto è già pronto. )
( partono )
SCENA Vili
Macrobio ^ indi il Cavalier Giocondo j poi il Conte, e due
domestici^ ciascuno de' quali porla una spada sopra un
bacile.
Mac. Io far duelli? io, che a' miei giorni mai
Nè pistola adopral - nè spada , o stocco
Per onor di nessuno ? io 5 che una sola
Volta, nè mi sovvien se bene o male,
SECONDO 43
Mi son battuto a pugni
Per onor del giornale ?
Io ?.. .
Gioc. Macrobio. (in aria fiera)
Mac. Signor.
Gioc, (gli dà una pistola) Prendi.
Mac. ( incomincia a sgomentarsi ) Obbligato.
Che n' ho da far ?
Gioc» Sopra di me spararla.
Quando ti toccherà 5 come io quest'altra (mo-
Sopra te sparerò. strandogli un"* altra pistola)'
3Iac, ( Lupus in fabula. )
Ma non veggo 11 perchè ...
Gioc. Perdi' hai tu sparso ,
Che a Pacuvio lo cercai la vita in dono.
Mac, L' ho detto senza crederlo.
Gioc, Peggio ! Su via . . .
Mac. Se vi calmate , io sempre
Dirò bene di voi sul mio giornale.
Gioc. Potentissimi Del ! sarebbe questa
Una ragion più forte
Per ammazzarti subito. Alle corte.
Mac. » Vengo... aspettate... (Il Conte è fuor di casa...
» Altro scampo non v'è... tempo si prenda...)
Gioc. w Terminiamo sì o no questa faccenda? ( a
Mac. 5? Lo volete saper?... da uom d'onore 5 Macr.)
» Qual mi dichiaro , e sono ...
Gioc. « Salvo errore.
Mac. 9i Io non posso accettar , perchè un impegno
w Egual mi sono assunto
Col Conte 5 e 1' ho sfidato.
Gioc. (osservando) 5> Eccolo appUUtO.
Mac, » Maledetta fortuna !
Con. Olà, Macrobio,
Giacche tu di sfidarmi
Non hai coraggio , io te disfido.
44 ATTO
GlOC, (a Miicrobio fingendo maraviglia) Cotne ?
Dunque ...
Mac, Dirò . . . (sommamente imbarazzato)
Gioc, Conte ^ scusate ; il primo
Son io.
Con. Non cedo ; ad ogni costo ei deve
Battersi meco.
Gioù, A' miei diritti , • invano
10 rmunzi sperate.
Mac, ( Oh bella ! a gara
Fanno per ammazzarmi.) Una parola... (al Con.)
Con, Io non desisto. (voltandogli le spalle)
Mac, Udite. (a Gioc.)
Gioc, Non serve. (egualmente)
^Mac, Io comporrò la vostra lite.
Prima fra voi colF armi
Il punto sia deciso :
Con quel 5 che resta ucciso, (volendo man -
Io poi mi batterò. dare la cosa in celia )
Gioc. Quando quel cor malnato (al Conte accennando
Dal sen gli avrò diviso... Macrobio)
Con, Quando l'avrò mandato ( a Giocondo accen-
A passeggiar P Eliso ^ nando Macrobio)
a 2 Fra noi vedrem , se ucciso
A torto io V abbia 5 o no.
Con, Andiam. (risoluto a Macrobio)
Mac, Voi 5 che ne dite? (a Giocondo per
ischermirsi dalP altro )
Gioc, Su via. (risoluto a Macrobio)
Mac, Voi lo soffrite? (al Conte come sopra)
Con, Orsù. (prendendolo per un braccio)
Mac, Qiiest' altro freuie. (al Conte accen-
nando Giocondo )
Gioc, Non più. (prendendolo egualmente per un braccio)
Mac, Quest' altro grida, (a Giocondo ac-
cennando i! Conte)
SECONDO 4^5
Con-yGioc. Ebben 5 V acciar decida ( V uno air altro dopo
avere alquanto pensato)
Chi primo ha da pugnar,
Mac. (Comincio a respirar.) ( tirandosi da part^.
Ad un cenno del Conte si avanzano i due dome-
sliei, uno verso il Conte medesimo , Taltro verso
Giocondo, presentando loro le rispettive spade)
GiOC^Corz. Ecco i soliti saluti, (con le spade medesime)
a 3
Detti (Del duello inaspettato (facendosi segnali dintel-
Si consola il maledetto ^ ligenza fra loro )
E non sa, che per diletto
Lo faremo ancor tremar. )
Mac, ( Son quei ferri molto acuti 5
Far potriano un belP effètto :
Sol due colpi in mezzo al petto y
E finisco di tremar. )
Cofl^ Con permesso, (dopo essersi messi in positura, ed
incrocicchiate le spade^ il Conte volge la punta a terra)
Gioc. (egualmente) Io fo lo stesso.
Mac. Che vuol dir? che nuova c'è? (tÌLu3>ant^)
Con. Il padi^ne della casa
Ceder deve al forestiero :
E con lui pugnar primiero (a Giocondò ac-
cennando Macrobio)
Tocca a voi j non tocca a me.
Mac. Non è vero , non è vero
Io protesto per mia fe.
Gioc, Quest' ò vero , quest' è vero ^
Senza dubbio tócca a me.
Mac, Ma che un mezzo non vi sia (al Conte in aria
D' aggiustar questa faccenda? supplichevole^
Con. Per esempio... si potria... (fingendo pensare)
Gioc. Presto 5 a noi^ che più pensar? (invitando
Macrobio )
Mac. Via j lasciatelo pensar. (a Giocondo)
46 ATTO
Con. Quando il forte a noi si arrenda , (al medcsijno)
Si potria capitolar.
Gioc. Capitolar ? (fingendo di rifletterci)
Mac. Bravissimo ! (applaudendo al Conte cou
Gioc. Per me son contentissimo ! trasporto)
D' usar facilità.
Con. In termine brevissimo
L' affar si aggiusterà.
Mac, Ripiego arcibellissimo !
Di meglio non si dà.
Con. Per prima condizione (a Giocondo accennando
Fissiam ^ di' egli è un poltrone. Macrobio)
3Iac. Si accorda.
Con. Un uom venale.
3Iac. Si accorda non c' ò male.
Con. Un cicisbeo ridicolo.
Mac. Si accorda il terzo articolo.
Con, 11 fior degli ignoranti.
Mac. Adagio.
Con. Avanti. (con forza)
Gioc. Avanti.
Mac. Distinguo : in versi , o in prosa ?
Co7i.^Gzbc. S' intende in ogni cosa. (come sopra)
Mac. Eppur . . .
Gioc.^Con. (minacciandolo) Che dir vorresti ?
Mac. Che articoli si onesti
Non posso ricusar.
Con. e Gioc.
Gli ' articoli son questi ^
Non v' è da replicar. (il Conte c Giocondo
rendono le spade ai rispettivi domestici)
a 3 Fra tante di sfide
La piazza è già resa :
Giammai non si vide
Più nobile impresa:
SECONDO
D' accordo noi siamo :^
Cantiamo , balliamo :
La gioja sul viso
Ritorni a brillar.
( partono )
SGENA IX
Villaggio j con veduta della parte posteriore
del Palazzo del Conte.
Pacuvio dalla casa del Conte ; poi Donna Fulvia :
indi la Baronessa e Machopio.
Pac. Chi non nega si annega :
Eh , non v' era , per Bacco ! altro riparo.
Piaga (V acuto acciaro
Sana r acciaro islesso. Metastasio
Mi rubò guest' idea giusta ^ giustissin^a.
Infatti una bugia ,
Che Donna Fulvia pubblicò 5 m' avea
Pùdotto a brutto stato :
Con un' altra bugia mi son salvato.
FìiL Menzognero ;^ impostor ! darmi ad intendere ?...
( Pacuvio intanto si va guardando intorno come se cercasse
Che cerchi ? qualcuno)
Pac. Con chi parla l
Fui Con te.
Pac, Con me ? Sa chi son io ?
Fui. Pacuvio.
Pac. Pacuvio menzogner ? Giove mi scortichi
Se una sola bugia
Ho detta in vita mia.
Mac. No 5 Baronessa, (aggiran-
dosi per la scena , ed asciugandosi il sudore , come se
ritornasse da una grande impresa)
Non son ferito. Oh se veduto aveste !
48 ATTO
Bar. Dite su.
Mac, Cose grosse!
Bar. ( con impazienza ) Ebben ?
Mac. (sempre passeggiando) Siam vivl j
Perchè siacn vivi.
Bar. ( come sopra ) In somma . . .
Mac. ( avvedendosi di Pacuvio) EccO il bugiardo ,
Cagion del mio periglio.
Fai. Prendi che ben ti sta. (aPacuw)
Pac. ( a Macrobio ) MI ineraviglio.
Mac. Qual cimento ineffabile ! ( come sopra senza badare
Bar. Ma come a Pacuvio )
Lo terminaste? ( con estrema impazienza )
Mac. Come ? da par mio.
Bar. Cioè ?
Mac. Cioè . . . che interrogar molesto !
Dicendo da par mio ^ s' intende il resto.
SCENA X
Fabrizio e detli. Diversi abitanti del villaggio
s' incamminano verso la campagna in aria di curiosità.
Fah. Eccolo. (Macrobio continua a passeggiare in grande e. s.)
Fui Chi ?
Fab. Luciti do.
Bar. Il Capitano ?
Pac. Il gemello germano \ . . ,
Fah. Sì 5 della Marchesina.
Mac. Io volentieri 5
Qnantuncjuc militar ^ l'avrei vedalo
Nel caso mio.
Fai. Le somiglianze rare (intanto Pacuvio)
con un fo;^lio spiegato va facendo dei gesti )
Fra la sorella e lui
Di veder SOn cm*iosa. ( Macrobio continua la sua
pantoniima)
SECONDO 49
Bar, Se a lei somiglia non sarà gran cosa.
Fab. ( Che pettegole ! ) Io vado
Per ordine del Conte ad incontrarlo. ( Fab. parte)
Fui Che fai Pacavi o ?
Pac. Io parlo
Con Demetrio Evergete.
Bar, Zitto: s'avanza il Capitan, (aPacuvio)
Fui. ( al motlcsirao ) Tacete.
Bar, Tiriamoci in disparte.
Mac, Oggi d' esser mi sembra un altro Marte.
( si ritirano senza partir dalla scena )
SCENA XI
Detti in disparte: la 3Iarcliesa Clarice in abito militare, un
Tenente, un Sergente , due Caporali e Soldati : Fabrizio
di ritorno : abitanti del villaggio, e servi del Conte die
restano indietro.
Clar. Se P itale contrade
Che in fanciullesca etade
Abbandonai ^ preme il mio pie • se vidi
Il ciel natio ^ se dell' amata suora
Sulle stanche pupille io tersi il pianto ^
Valorosi compagni • è vostro il vanto.
Se per voi le care io torno (ai soldati)
Patrie sponde a vagheggiar ,
Grato a voi di sì bel giorno
Il mio cor sapro serbar.
Coro di soldati
L' esemplo ^ il tuo periglio
A noi servì di sprone ^
Ne bomba ^ nò cannone
Potevacl arrestar.
Clar, Viva il desìo di gloria ^
Che air alme amar non vieta :
Ciascun con me ripeta ~
Marte trionfi e Amor!
5o ATTO
(Sotto r intrepida - viril sembianza
Sento a risorgere - la mia speranza :
Fra i dolci yjalpiti - s' infiamma il cor.)
Coro Qual volto amabile !- vivace e nobile!
Che ardir magnanimo - gì' infiamma il cor !
( Clar-ice entra col seguito in casa del Conte , accompa-
gnata da Fabrizio e dai domestici del Conte medesimo ;
gli abitanti del villaggio si disperdono )
SCENA XII
La Baronessa, e Macrobio ;
Pacuvio e Donna Fulvia che si avanzano.
Bar, Che ne dite ^ Macrobio t io non ci trovo
Questa gran somiglianza.
Mac, Io son d' avviso ,
Che non v'' è differenza in quanto al viso.
Bar, Diamine ! siete cieco ? Il Capitano
E assai di lei più bello.
Fai, Sembra 5 che non le sia neppur fratello, (a Pac.)
" Pac, Eppur . . .
Fui, >^ ^ Non v' è confronto. Baronessa ,
^3 E ver 5 che non somigliano ?
Bar, 9y Lo stesso
Dico anch' io.
Fui, (a Pacuvio) Lo sentite ?
Bar, >y Vedete se ho ragione ? (a Macrobio )
Mac, Signor si.
Fui, iy Siete convinto ancor l ( a Pacuvio )
Pac, 55 Sarà così , . .
Bar, ( Voglio a lui presentarmi
Prima che torni il Conte. ) Con permesso, (a
Macrobio )
3Iac, Si nccomodi. (la Baronessa entra in rasa del Conte)
Fui. ( osserva la Baronessa ) (Ho capito.) Addio Pacuvio.
SECONDO 5i
Pac. Si serva.
Fui ( Anche a me piace il militare*
Nè mi lascio da un' altra soverchiare.) (enti-a
anch'' essa in casa del Conte)
Pac. « Le nostre dame , amico ^
?? Ci han qui piantato.
Mac. 5' Il marziale aspetto
99 Val più assai che un articolo e un sonetto.
(entrano in casa del Conte)
SCENA XIII
Atrio come sopra.
Clakice in abito militare , il Conte Asdrubale
e il Cavalier Giocondo.
Con, Scusate Capitan ... (in atto di pregare)
Clar. (in aspetto fiero) Tutto m' è noto.
Con, Ch' io sappia almen da lei . . .
Clar, No 5 mia sorella
Più non vedrete. Cavaliere^ a voi (a Giocondo)
La destra io n' offro.
Gioc, Io la ricuso : amico ^
Prima che amante^ io fui.
Clar, La vostra ammiro
Non volgare amistà. Lungi da questi
Lidi per lei funesti
Clarice io condurrò.
Con, (con sorpresa ed affanno) Voi?
Clar, ( con forza ) Si.
Con, :( smanioso a Giocondo) ( Me stessO
In me non trovo. )
CUir. (In quelle smanie io veggo
Il mio trionfo. )
52 ATTO
Con. - E partirà Clarice (a Clarice
Per non tornar mai più? (quasi piangendo)
Clan D' avervi amato
Arrossii^à , quando ragione e tempo
Resa le avran la sospirata calma.
Con. Oh Dio ! . . . qual su quest' alma ( appoggiandosi
a Giocondo)
Piomba improvviso gel ! ... amarla tanto
Io non credeva: Il mio rigor condanno ^
Ah ! che forse per lei morrò d' affanno.
Ah ! se destarti in seno ( a Clarice )
Per me pietà non senti ,
Lascia eh' io speri almeno
Dall' idol mio pietà.
Caro amico 5 ah! tu lo vedi . ..(a Giocondo)
Ah di me che mai sarà ?
Al mio duol se tu non cedl^ (a Clarice)
Mostro sei di crudeltà.
Non vedrò mai più Clarice !
E fia vero ? - Oh me infelice !
Ah ! di lei per mio tormento ( a Clar.)
Le sembianze in te i^avviso :
Il tuo volto in due diviso
M' innamora e orror mi fa.
Più bramar non so che morte ^
Altra speme a me non resta :
L' ora estrema , oh Dio ! fu questa
Della mia felicità. (parte furiosamente, e
Giocondo lo segue )
Clar. 9? Quanto costa una colpa !
Quanto soffersi, a simular non usa,
99 Nè ad infierir ! Povero Conte ! amarlo ,
w Saper che m' ama, e maltrattarlo ! è vero:
^ Ma de' comuni affetti
« Stato ei sarebbe ad onta sua tiranno,
S' io non compia questo felice inganno.
SECONDO
53
SCENA ULTIMA
La Baronessa j poi Donna Fulvia e detta;
finalmente tutti ^ ciascuno a suo tempo.
Bar, Siete alfin solo : impaziente io stava
Aspettando il momento . • .
FuL ( correndo spaventata ) Se non era
Il Cavalier Giocondo 5
Il Conte si uccidea.
Clar, ( con somma agitazione) (Che sento ! ) Ed Ora ?
FuL ^? Scrive.
Clar. 5? ( Respiro. )
Bar, « ( a Donna Fulvia ) E perchè mai ?
Fui 5> Si crede ,
Che il signor Capitan gli abbia intimato . . .
Fab, Ah ! signor Capitan ... ( correndo )
Clar. Che cosa è stato ?
Fab, Leggete e poi firmatevi —
Lucindo per Clarice sua sorella ~
O il padron si dà fuoco alle cervella.
Bar, Caspita ! 11 caso è serio.
Clar, ( Oh me felice !
Scrivo il mio nome : ei stupirà. — Clarice. )
Fab, Grazie.
Bar, ( Che nuova c' è ? ) < a Fabrizio)
Fab, ( alla Baronessa ) ( Credo che sia
Carta di matrimonio.)
Clar. A queste dame
5? Domando mille scuse.
Bar. 5? Io più di mille
j) Ne domando anzi a voi ^ se forse troppo
Importuna vi SOn. (in aria di galanteria)
Fui, Volano P ore (egualmente)
« In vostra compagnia.
54 ATTO
Bar, ^5 Sembrano istanti, (c. s.)
Ciaf, Siete troppo gentili. (Anzi sguajate. )
FuL Oh 5 grazie.
Bar. >5 E sua bontà.
Clar. ( Quando sapranno
« Quel die so io. )
Fab, ( al Conte neir escile ) La Marchesina? Oh bella!
Non P ho neppur veduta.
Con, (mostrando il foglio che ha in mano) Ed io ti dicO
Che questo è suo carattere.
Pac, ( osservando il fogUo ) Senz' altro.
Con. Io lo conosco.
Gioc, Non v'è dubbio. ( facendo lo stesso)
Mac. (a Fabrizio osservando anch^sso) Hai tortO.
Fab. Or lo vedremo. Il Capitan Lucindo
Per me risponda.
Clar. Io parlerò. Fabrizio
Non ha nè torto ^ nè ragion : mi spiego :
Conte 5 io spero che siate
Disposto a perdonarmi.
Con. Io sì.
Clar. Ne chieggo
La destra in pegno.
Con. Eccola ^ o caro ; io tutto ^
Or che ottenni Clarice , a voi perdono.
Clar. Luciudo non tornò : Clarice io sono, (stupore
Con.^ Gioc.^ 01 Clarice? uiiiversale)
Bar.^ Fui. Qual inganno !
Mac.^Pac. Qual sorpresa !
Fab.^ Coro Qual portento !
Tutti Questo nobile ardimento
Chi poteva immaginar ?
Clar. « Trasformando alila me stessa ,
j? Aguzzai d' amor lo strale ,
^> La sorpresa universale
9y Mi fa r alma in scn brillar.
SECONDO 55
Bar.^Fub^ Che improvviso temporale !
9^ Ci avrei fatta una scommessa:
>y Ali ! pur troppo è dessa , è dessa ^
5? E ci seppe corbellar.
Pac. Donna Fulvia . . .
Mac, , " Baronessa . . .
Pac.^ Mac, E venuto il temporale.
5? Si è smorzato il mio fanale ,
J5 Cesso alfin di smoccolar.
Con.^Gioc.1^ Da stupor ^ da gioja eguale
}y Non fu mai quest'alma oppressa:
Ma la gioja omai prevale ^
5? Già non so che giubilar.
Faò.Coro Da stupor , da gioja eguale (verso il Conte)
, j? Non fu mai quell' alma oppressa :
Ma la gioja ornai prevale ^
5? E non sa che giubilar.
Co7i, " Cara 5 perdon ti chiedo. (a Clarice)
Clar, " Perdon ti chiedo anch' Io ( al Conte )
Gioc. « Ragion per me non vedo ( con brio a
5? Di starsi a supplicar. Clarice e al Conte)
Con. >^ Quanto vi deggìo^ amico ! ( a Giocondo c. s.)
Gioc, '5 Lo stesso io pur vi dico :
55 Lasciamo i coaiplimenti.
Mac.^ Pac, » Piuttosto andiamo a pranzo :
Pria che la lingua , i denti
?? Bisogna esercitar.
?? E sopra P altre cose
j? CoQ pompa ed allegria
j? Le nozze portentose
55 Si pensi a festeggiar.
Bar.j) Fui " Veder chi si marita ^ ( la Baronessa a Ma-
crobio e Donna Fulvia a Pacuvio )
59 E starli a contemplar . . .
M7C.^Pac.5? Madama 5 Pho capita: (interrompendole)
55 Son grato al vostro affetto ^
56
Mac.
Con,
ATTO SECONDO
Ma per parlarvi schietto ,
5. CI voglio un po'* pensar.
Via su, sia per non detto : ( voggcndo eh
la Baronessa se ne rammarica, le porge la destra
jj Vi voglio contentar.
Finor di stima io fui
Verso le donne avaro :
Da questo giorno imparo
Le donne a rispettar.
Clarice j> Macrohio^ Giocondo e Conte ^
Il cor di giubilo
Brillar mi sento:
Non so reprimere
Quel sentimento 5
Che in petto l'anima
Mi fa balzar.
5) Del paragon la pietra
J5 A tempo usar conviene
35 Chi prova e non risolv
3> Un seccator diviene-,
j? Si rende altrui ridicolo
« Per farsi singoiar, à
indi tutti.
FINE